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  • Gaia Hari Sundaram

Virus scaccia "virus"?

Aggiornato il: mar 14

Il futuro con le sue sfide pare richiederci maggiore capacità (e volontà) di riflessione e consapevolezza..

Le tensioni legate alla situazione di oggi, nuova per la maggior parte di noi, fanno pensare.

Se infatti tra chi non è colpito personalmente o negli affetti molti sono tutto sommato sereni, altri sono in preda al panico.

Ma quale tra queste categorie attraverserà con meno danni il momento?

Vivere trasportati delle ondate emotive senza un lavoro di analisi e discriminazione ha un costo, sia come individui che come società.

Vediamo perchè ci servirebbe essere più discriminanti e inclini ad approfondire le nostre impressioni.

1) A tutti i livelli, si ignora una verità fondamentale: la paura ci rende più deboli, fisicamente e mentalmente.

La nota differenza tra occuparsi e preoccuparsi dovrebbe essere tenuta in considerazione sia da chi governa, che da chi cura, che dai singoli.

Se un qualsivoglia medico o politico o persino presentatore TV dipinge pubblicamente l'inizio dell' Appocalisse, cosa apporta di utile alla risoluzione dei problemi?

È più efficace che vengano incaricate le poche persone competenti per spiegare la situazione e dare in modo ufficiale le indicazioni pratiche con chiarezza, per guidare senza spaventare.

È noto scientificamente che la paura attiva i meccanismi dello stress, e uno stress prolungato indebolisce anche il sistema immunitario.

Molte persone, solo per il fatto di sentirsi improvvisamente vulnerabili e attaccate, sono diventate effettivamente più fragili.

Pensate a chi ha contratto il virus e sente continuamente parlare da ogni fonte di terapia intensiva e morte: immediatamente la paura crea un enorme stress nel suo corpo e nella sua mente, predisponendo effettivamente a complicazioni.

Ognuno è responsabile di quello che dice e di come lo dice, in modo più marcato per chi ha grande visibilità pubblica.

La parola, soprattutto se viene da "autorità" genera potenti influenze, per questo non dovrebbe mai creare panico.

Un' ulteriore responsabilità personale è scegliere a chi e cosa prestare orecchio, consapevoli che su quel pacchetto di informazioni, coscientemente o meno, il nostro pensiero lavorerà.

Dieci programmi al giorno sul coronavirus, magari condotti dagli stessi che generalmente commentano il Grande Fratello, sono letteralmente pattumiera che inquina il nostro intelletto e ci confonde.

Non lasciamo carta bianca all'emozione della paura, ma proviamo ad approfondire, osservare, ragionare utilizzando bene il nostro strumento mentale.

Selezioniamo dove dirigere la nostra attenzione e la qualità di cosa andrà a "nutrire" il nostro pensiero.

2) Perché guai a fare domande sulle cause di questa epidemia?

Si prende come dato di fatto la versione sullo "street food" cinese senza particolari approfondimenti. Perché?

Dato che noi cittadini di tutto il mondo stiamo affrontando grandi difficoltà per questo virus, non è nostro interesse sapere come si è originato?

Se sia un evento naturale spontaneo, se derivi da un "incidente" nel corso di esperimenti nei laboratori cinesi, o se si tratti di una contaminazione volontaria per destabilizzare alcune economie, è meglio sapere che non sapere.

Non mi pare motivato bollare senza valutazione come fantascienza alcuni scenari, se è realtà che diversi Stati hanno laboratori di massima sicurezza (gli Stati Uniti pare ben 15): qualcosa lì dentro si farà.

Come popolo globale dobbiamo dimostrare con forza di esigere trasparenza, chiarezza e tutela: che sia sugli effetti delle sostanze chimiche o dei campi elettromagnetici, o che si tratti della nascita del coronavirus.

Se per esempio scoprissimo che il virus è mutato a causa di cattive condizioni igieniche, avremmo la possibilità di iniziare a prevenire. Se scoprissimo che c'è lo zampino umano, potremmo sollevarci come cittadini e chiedere giustizia, scoraggiando nuove iniziative future. Se scoprissimo che è capitato perchè semplicemente può succedere in natura, potremmo impostare procedure essere più pronti in un prossimo caso.

Non so se sia possibile determinare senza ombra di dubbio come si sia sviluppato questo nuovo coronavirus, ma in ogni caso auspicherei che si istituisse una commissione globale super partes per indagare.

Se non cerchiamo risposte è più probabile che - qualsiasi sia la causa - l'evento si ripeta, e ha poco senso limitarsi ad agire sulle conseguenze senza considerare le cause. Pensiamo a quanta energia metteremmo per indagare come mai il nostro partner è rientrato con tre ore di ritardo! O quante indagini si fanno su reati minori. O quanto si spende per andare nello spazio. Non è importante anche comprendere questa emergenza?

L'importanza di mantenere il diritto di chiedere e ricevere risposte serie è più che mai forte, perchè rendiamoci conto che con gli strumenti social di oggi e denaro a sufficienza è molto semplice condizionare le opinioni, rendendoci perfetti tontoloni.

Non crediamo di trovare sempre la verità nella prima voce dei risultati di ricerca Google! Quella posizione si può comprare!

Senza amore per la verità, curiosità, pensiero libero le società diventano asfittiche e nemmeno gli individui non possono fiorire.

3) Numeri. Li prendiamo per l'essenza dell'oggettività, ma non è affatto così. Non possiamo leggere dei numeri senza interpretarli e approfondirli.

Facciamo un esempio. Leggiamo: "Il soggetto X ha subito un aumento di peso di 14 kg, mentre il soggetto Y di 2 kg".

Visto così ne deduciamo che una persona sia ingrassata molto rispetto all'altra.

Ma in realtà questi dati non significano nulla senza un contesto. Infatti cambia totalmente la nostra impressione intellettuale ed emotiva se, approfondendo, veniamo a sapere che X era un bambino ed è ingrassato di 14 kg dalla nascita ai 5 anni, mente Y è un adulto che ha preso 2 kg in tre giorni.

Con questo voglio dire che i numeri di cui si parla tanto in questi giorni avrebbero bisogno di attento approfondimento, perché hanno un grande potere di spaventare, e abbiamo detto che la paura è pericolosa.

Mi chiedo come può essere che l'Italia sia così colpita. Non siamo confinanti con il focolaio iniziale, non siamo gli unici che viaggiano, non siamo troppo diversi dai nostri vicini europei, nè i nostri stili di vita si differenziano sostanzialmente.

La prima ipotesi che mi sorge è che si stiano utilizzando diversi modi di quantificare in numeri la situazione, per esempio perché si sottopongono ai test più persone, o perché si attribuiscono al virus morti di persone già affette da patalogie gravi o con altre condizioni debilitanti.

Per esempio, in due Paesi potremmo valutare diversamente il decesso di una persona malata di leucemia che ha contratto il coronavirus: per uno Stato è morta di coronavirus, per l' 'altro di leucemia.

In Italia vengono attribuite molte morti al coronavirus, e questo dà la percezione comune che sia molto letale.

Solitamente quando una persona gravemente malata muore, si imputa la causa alla malattia principale, e non si verifica se in quel momento fosse in corso anche un'infezione da virus.

Ora invece il coronavirus è sotto i riflettori e si originano numeri allarmanti che aggiungono "preoccupazione" all'occupazione giustissima di proteggere le persone più deboli.

Sarebbe molto interessante che i governi del mondo si facessero una telefonata per chiedersi: "Come stai contando tu i contagiati? Quando eseguite i tamponi? Come calcoli i decessi?" Questo per avere una piattaforma comune su cui basare i ragionamenti, e magari fare anche un utile confronto su situazioni e modi di gestione.

Pur intraprendendo tutte le dovute misure, parte del panico qui da noi poteva forse essere evitato.

Ad ora siamo tempestati di informazioni sull'altissimo numero morti e ricoveri (sopra la media degli altri Paesi), e questo crea senza dubbio tensione nei sani e una condizione negativa nei contagiati, che peggiora le cose.

Voler approfondire i metodi che stanno alla base dei numeri prodotti non significa non voler vedere la realtà, ma anzi cercare di coglierla sempre meglio nelle sue effettive caratteristiche e proporzioni.

Questi punti riguardano il mondo sociale, politico, economico, intellettuale, ma ci sono molti altri spunti interessanti che riguardano la Natura, la psicologia e la conoscenza di Sé.

La condizione del momento è abbastanza definita ormai e dobbiamo viverla con pazienza fino al suo esaurimento.

Ci mette in condizioni di avere meno corse da fare, meno intrattenimento, meno compagnia.

Dopo tutto un lato positivo può esserci: rallentare e dover disinserire il pilota automatico quotidiano.

Ecco perché il titolo "Virus scaccia "virus"?". Perché mi auguro che questo nuovo coronavirus e le sue conseguenze abbiano almeno il merito di dare spunto ad un risveglio di consapevolezza, che cominci con l' osservazione e le domande sul mondo, per proseguire con l'osservazione del nostro universo fisico emotivo e mentale, e avvicinarci a conoscere ciò che c è di più importante: la nostra reale essenza. Il virus più pericoloso del presente è il "Dormivegliavirus", e ogni mezzo per indebolirlo è utile, sia pure la pausa forzata da coronavirus.

Con amicizia e amore

Gaia Hari Sundaram

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