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  • Gaia Hari Sundaram

Respirare, l'essenziale dimenticato...

L' antica scienza yogica dà ampio spazio alla consapevolezza e allo studio del respiro, avendone riconosciuto il potere.

Il respiro è il filo tra corpo, mente ed energia all' interno dell' individuo, e il punto concreto in cui individuo e Infinito scivolano uno nell' altro.

Per questo il Pranayama (controllo del respiro) è stato utilizzato come tecnica di espansione spirituale.

Oggi siamo lontani da questo: purtroppo la maggior parte di noi ha persino dimenticato come sia respirare naturalmente. La maggior parte di noi ha un modo di respirare che nel tempo minaccia la salute psicofisica.

Il nostro corpo ha sviluppato un preciso equilibrio in cui le funzioni sono concatenate per massimizzare i benefici.

Quando qualcosa "salta", le ripercussioni si manifestano a tutti i livelli.

Per fare solo un esempio, il respiro naturale - attraverso il movimento del diaframma -massaggia continuamente gli organi digestivi, favorendo la peristalsi.

Respirando con il diaframma bloccato, viene a mancare un contributo alla digestione, con tutti i risvolti negativi che ha un' evacuazione troppo lenta, sia per il corpo, che per il pensiero, che per l 'umore.

Il respiro è un elemento chiave di tutte le funzioni umane.

Nelle narici esiste un sistema di cellule nervose così evoluto da farlo ritenere un organo a sé stante del sistema nervoso.

Attraverso una ritmica alternanza tra le due narici, il flusso del respiro è regolato per stimolare uno alla volta i due emisferi del cervello (con il relativo modo di leggere l'ambiente), e le due funzioni del sistema autonomo, simpatico e parasimpatico (semplificando, l' attività e il riposo).

Anche la qualità del respiro influisce. Espirazioni lente e profonde attivano il nervo vago (collegato alle funzioni autonome del corpo es. digestione, riparazione dei tessuti) e danno espressione al nostro aspetto "femminile" (intuizione, riflessione, connessione). Utilizzando esclusivamente un respiro frettoloso, è come se stimolassimo continuativamente solo l'aspetto "maschile" e dell' azione (in pratica tutto ciò che serve al corpo per sostenere adeguatamente un'improvvisa lotta o fuga per la sopravvivenza: battito del cuore accelerato, maggior flusso sanguigno agli arti, modalità di pensiero reattiva e automatica).

Il nostro benessere si basa però sull'equilibrio che emerge dall' alternanza degli opposti.

Il respiro naturale è come quello dei neonati, addominale e lento, il torace e le spalle non sono coinvolti.

Confrontiamolo con il modo con cui respiriamo noi oggi: velocemente e spesso in modo spezzato; la pancia resta contratta mentre il torace o le spalle si muovono per annaspare un pochino di aria nuova, lasciando ampie aree dei polmoni senza ricambio.

È in atto un circolo vizioso: lo stress compromette la qualità del respiro, e un respiro scorretto aumenta la sensazione di agitazione e la scarsa lucidità mentale.

Dallo stress e dalla cattiva respirazione emergono le epidemie delle società industrializzate: infarto, obesità, diabete, mal di schiena e i molti disturbi psicosomatici, oltre che ansia, depressione, cattivo riposo, impazienza, confusione.

Quindi mentre nel passato lavoravano sul respiro gli "specialisti", interessati ad accrescere il proprio potenziale, oggi riconnettersi alla respirazione diventa necessario per tutti, con l' obiettivo di ripristinare una normalità perduta ma fondamentale.

Non possiamo costruire una magnifica torre su fondamenta compromesse.

Procediamo da adesso a rinsaldare le nostre fondamenta, in modo che sia possibile realizzare completamente noi stessi.

Respirare bene, muoversi a sufficienza, buona alimentazione, contenimento degli stimoli esterni, ricche relazioni umane, contatto con la natura, momenti di silenzio e di contemplazione del mistero della vita.

Se vogliamo vivere felici e in un mondo armonico, oggi non focalizziamoci più sull'accrescere le cose che abbiamo o modernizzarci ulteriormente, ma se mai assicuriamoci di recuperare i fondamentali..

Gaia Hari Sundaram

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