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SocialYoga – uno Yoga del cavolo

Un libro “politicamente scorretto”, disinteressato all’arte della diplomazia, che raggiunge entrambi gli estremi di umorismo e serietà, ma da cui traspare però un profondo amore per lo Yoga e per tutti i compagni di navigazione di questo viaggio-vita.

Ai futuri praticanti, ai neopraticanti, ma anche agli esperti e insegnanti, il mio libro SocialYoga fornisce spunti e stimoli.

Nonostante la sua apparente grande diffusione, lo Yoga non è in realtà così conosciuto, spesso è confuso con una forma di stretching o un groviglio di stranezze.

Poco conosciuto ma nel contempo popolare, è diventato un terreno ideale per il commercio e il marketing. Partendo quindi dall’evidenziare le più lampanti incongruenze, spesso davvero buffe, prendo lo spunto per dare alcune informazioni circa il reale motivo per cui si fa Yoga, quello che ne ha motivato l’origine, attraverso una presentazione degli apici della metafisica esposti in modo chiaro e fruibile.

Anche per chi non è interessato alla pratica ma cerca il suo benessere profondo, propongo  riflessioni per dare una svolta positiva alla vita.Infine invito tutti gli insegnanti che ancora trasmettono lo Yoga tradizionale a dare il loro contributo per mantenere viva la percezione che esiste l’alternativa tra un prodotto illusorio commerciale, e una pratica trasformativa e meravigliosa.

ESTRATTO DELLA PREFAZIONE

Vi siete mai fermati un istante a pensare a cosa sia davvero lo Yoga? Al di là dell’ultimo corso trendy frequentato con l’amica del cuore nella super palestra della città, al di là del fantastico corso di Yoga pre-parto, utilissimo per imparare la respirazione che ci aiuterà durante il travaglio.

Siete mai andati oltre un “namasté” o una posizione particolarmente acrobatica di questo sport/disciplina/filosofia interpretato a suon di musiche zen e tutine colorate? Ebbene, l’ispirata autrice di SocialYoga, uno Yoga del cavolo, si avventura proprio in questo genere di ragionamento: quanto ne sappiamo davvero di questa millenaria, nobile disciplina che si avvicina molto di più a una filosofia di vita che a uno sport da commercializzare al ritmo di acrobazie e paroline accattivanti?

A quanto pare la maggioranza dei fruitori di Yoga gode dell’appena 5% dei benefici che questo fantastico “mondo” potrebbe offrire.«Sicuramente il nostro viaggio parte da una critica: trovo che il “panorama Yoga” di oggi offra un’immagine completamentedistorta di cosa lo Yoga sia.

Avrei pensato anche a una soluzione, una nuova legge, qualcosa di simile a ciò che avviene per le bibite: sulla confezione deve esserci scritto chiaro “spremuta di arancia”, oppure“bevanda gusto arancia”.

C’è una certa differenza. Vogliamo conoscerla, no?Ecco, sappiate che c’è lo Yoga e l’“attività al gusto Yoga”, e pur-troppo oggi la seconda versione va per la maggiore».

Con ironia e garbo, l’autrice, coniando un termine geniale quale: attività al gusto Yoga, dona un esempio cristallino e vivido di come sia percepito oggi lo Yoga.

Una critica che si muove sempre nei toni educati e con uno spiccato sarcasmo, tanto da far scappare al lettore più di un sorriso nonostante venga toccato – alla fine – un tema molto profondo e molto più “spirituale” di quanto si possa credere.[...]

 

Lo scopo di questo libro è quello dell’autrice stessa: permettere alle persone di andare incontro a un bisogno innato dell’essere umano: la ricerca e l’ottenimento della serenità attraverso un cammino di conoscenza di sé, ritrovando o scoprendo il vero e più profondo significato di un’autentica spiritualità. [...]